A Conversano, in provincia di Bari, ci sono dieci conche nel terreno che d’inverno diventano laghi e d’estate quasi spariscono. Sono i laghi di Conversano, protetti insieme alla Gravina di Monsignore da una riserva naturale orientata regionale istituita il 13 giugno 2006. Si chiamano Agnano, Castiglione, Chienna, Iavorra, Minuzzi, Padula, Petrullo, San Vito, Sassano e Vignola.
Sono doline: depressioni carsiche, cioè cavità che l’acqua ha scavato nella roccia calcarea nel corso dei millenni. È la stessa pietra della Murgia, quella che ad Altamura ha conservato per ottanta milioni di anni decine di migliaia di orme di dinosauro. Qui invece l’acqua ha lavorato verso il basso, aprendo dei catini.
Non hanno immissari e non hanno emissari. Si riempiono solo con la pioggia e con l’acqua che scende dai terreni intorno, e quando smette di piovere si abbassano fino a lasciare scoperto il fondo.
Nel lago Sassano ci sono 31 cisterne scavate a mano
Il più vicino al paese è il lago Sassano. Copre 5.250 metri quadri, è profondo due metri e mezzo e sta a 182 metri sul livello del mare. Al suo interno se ne contano 31: è il numero più alto di tutta la riserva.
Sono le vasche in pietra che si vedono affiorare quando l’acqua cala, e che restano lì come isole in mezzo alla conca. Il sito della riserva lo dice senza giri di parole: il Sassano è «uno dei laghi maggiormente modificati dall’azione antropica, e più intensamente sfruttato dai locali abitanti». Grazie alle molte linee di drenaggio del territorio intorno, però, l’acqua resta per buona parte dell’anno, e nelle stagioni eccezionali il lago si allarga oltre i suoi limiti attuali.

Perché i laghi di Conversano sono un habitat prioritario per l’Europa
Le dieci pozze dei laghi di Conversano sembrano poca cosa, e invece hanno un nome tecnico che vale parecchio: stagni temporanei mediterranei. È una delle categorie della Direttiva europea Habitat 92/43/CEE, e rientra tra quelle a elevata priorità di conservazione.
Il motivo sta proprio in quello che sembra un difetto. Uno stagno che si asciuga ogni anno non può ospitare pesci, e senza pesci sopravvivono specie che altrove verrebbero mangiate: anfibi, crostacei minuscoli, piante che completano il ciclo in poche settimane. Sono ambienti che in Europa stanno sparendo, perché basta drenare un campo o asfaltare una strada per cancellarli.
È lo stesso principio per cui la Puglia ha messo sotto tutela i suoi ulivi monumentali: quando una cosa impiega secoli a formarsi, distruggerla richiede un pomeriggio.
I rospi che attraversano la strada
Quando le doline tornano a riempirsi ricominciano i passaggi degli anfibi verso l’acqua. È il momento in cui i rospi lasciano i luoghi dove hanno passato l’estate e si dirigono verso i punti in cui si riproducono, seguendo sempre le stesse rotte, le stesse di ogni anno.
Il problema è che quelle rotte, a Conversano, incrociano le strade. Per questo nella riserva è stato realizzato un sistema di passaggi obbligatori, pensato per accompagnare gli animali sotto la carreggiata ed evitare che finiscano sotto le ruote. Un sottopasso per rospi, in pratica.
Quando andare ai laghi di Conversano
Con le piogge di settembre i laghi di Conversano tornano a riempirsi, ed è il periodo in cui la riserva cambia faccia nel giro di poche settimane. Chi ci passa a distanza di un mese fatica a riconoscere lo stesso posto.
Il Sassano, che è a due passi dall’abitato ed è attrezzato, è quello che le famiglie del posto frequentano di più: la domenica pomeriggio ci si trovano ragazzi, bambini e genitori.
Chi ci va in questi giorni vede due cose insieme che di solito non stanno nello stesso posto: le vasche di pietra ancora scoperte, che raccontano quando quell’acqua serviva a qualcuno, e l’acqua che ricomincia a salire intorno.





