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De Nittis, il barlettano che conquistò Parigi: unico italiano alla prima mostra degli impressionisti

De Nittis, il pittore di Barletta che espose con gli impressionisti a Parigi
Illustrazione di copertina

L’infanzia a Barletta: il padre che si toglie la vita e i nonni che lo crescono

Giuseppe De Nittis nacque a Barletta il 25 febbraio 1846, quarto figlio di Raffaele De Nittis e Teresa Emanuela Barracchia. La famiglia stava bene: possedimenti agricoli, una casa in città, il nome che contava qualcosa.

Poi il padre venne arrestato per motivi politici. Uscì dal carcere due anni dopo e si tolse la vita. Giuseppe era un bambino.

A crescerlo furono i nonni paterni. Non è un dettaglio biografico qualsiasi: significa che il ragazzo passò l’infanzia in una casa dove il lutto non si nominava, e dove nessuno aveva intenzione di farne un pittore.

L’espulsione dall’Accademia di Napoli: indisciplina a diciassette anni

Le prime lezioni le prese a Barletta da Giovanni Battista Calò, pittore locale. Nel 1861 si iscrisse all’Istituto di Belle Arti di Napoli, contro il parere della famiglia.

Durò due anni. Nel 1863 lo espulsero per indisciplina.

Il ragazzo non tornò a casa a chiedere scusa. Restò a Napoli, si mise con il gruppo che dipingeva dal vero fuori dalle aule — la cosiddetta Scuola di Resina — e l’anno dopo espose due quadri alla Promotrice napoletana. A diciotto anni era già fuori dall’accademia e già dentro il mestiere.

Parigi 1867: De Nittis arriva a ventun anni e trova i pittori che contano

Nel 1867 De Nittis lasciò l’Italia per Parigi. Aveva ventun anni e nessuna garanzia.

Nella capitale francese conobbe Ernest Meissonier e Jean-Léon Gérôme, due nomi che allora valevano quanto un contratto. Cominciò a vendere. Poi a vendere bene.

Il salto vero fu la scelta dei soggetti: invece dei quadri di storia che la committenza chiedeva, dipinse quello che vedeva dalla finestra e per strada. Carrozze. Marciapiedi bagnati. Donne che attraversano.

Léontine Gruvelle: la parigina che diventò sua moglie e poi la sua memoria

Nel 1869, due anni dopo l’arrivo, sposò Léontine Lucile Gruvelle. Parigina, colta, con una rete di conoscenze che al pittore pugliese sarebbe servita parecchio.

Il loro salotto diventò uno dei punti di ritrovo della città. Ci passavano Edgar Degas, Édouard Manet, Émile Zola, Edmond de Goncourt. Léontine posò per molti quadri del marito e fu, di fatto, la sua agente.

Quello che fece dopo la sua morte conta ancora di più, ma ci arriviamo.

1874, lo studio di Nadar: De Nittis unico italiano tra gli impressionisti

La primavera del 1874 è la data che i libri di storia dell’arte segnano come l’inizio dell’Impressionismo. Trentanove artisti esposero nello studio del fotografo Nadar, al 35 del boulevard des Capucines, fuori dal circuito ufficiale del Salon.

Fu Edgar Degas a chiamarlo. Tra quei trentanove, De Nittis era l’unico italiano.

La critica dell’epoca massacrò la mostra. Il termine «impressionisti» nacque come sfottò di un giornalista davanti a un quadro di Monet. De Nittis, che aveva già un mercato solido e clienti facoltosi, rischiava di rovinarsi la reputazione: espose lo stesso.

«Il pittore delle parigine»: come De Nittis dipinse i boulevard e la Londra nella nebbia

Il soprannome glielo diedero a Parigi: peintre des Parisiennes, il pittore delle parigine. Nessuno come lui riusciva a rendere il modo in cui una donna dell’alta società attraversava un viale, teneva l’ombrello, si voltava di tre quarti.

Sempre nel 1874 cominciò a lavorare a Londra, dove tornò più volte. Da quei soggiorni vennero le vedute nella nebbia che gli inglesi gli comprarono a mani basse.

Usava il pastello con una libertà che in Italia quasi nessuno si permetteva, e teneva insieme due cose che di solito si escludono: la modernità dello sguardo e una tecnica da vecchia scuola. È il motivo per cui gli impressionisti lo accolsero e i collezionisti tradizionali continuarono a comprarlo.

La morte a 38 anni a Saint-Germain-en-Laye

Morì il 21 agosto 1884 nella sua casa di Saint-Germain-en-Laye, colpito da un ictus. Aveva 38 anni.

In diciotto anni di carriera aveva prodotto centinaia di opere ed era entrato nelle collezioni più importanti d’Europa. Al funerale c’erano Degas, Manet e mezza Parigi che conta.

Palazzo della Marra: le oltre duecento opere che Léontine regalò a Barletta

Léontine gli sopravvisse quasi trent’anni. Nel 1913 lasciò al Comune di Barletta l’intera collezione che teneva in casa: secondo la scheda del Ministero della cultura, 146 dipinti e 65 disegni, più i libri e l’epistolario del marito.

Non era la sua città. Non ci aveva mai vissuto. Scelse comunque il paese dove il marito era nato e da cui era partito a vent’anni.

La raccolta girò a lungo: prima il convento dei Domenicani, poi il Castello. Dal 2007 ha una sede stabile a Palazzo della Marra, in via Cialdini, palazzo barocco con un loggiato a cinque arcate e volte a crociera, già residenza degli Orsini e poi della famiglia Marra. La Pinacoteca occupa il secondo piano; al primo si allestiscono le mostre sull’Ottocento.

È la raccolta di De Nittis più grande al mondo, e sta a duecento metri dal mare da cui il pittore se n’era andato. Il circuito espositivo pugliese intanto continua a portare in regione i grandi nomi dell’arte internazionale.

Leggi anche: Warhol vs Banksy, la grande mostra è a Barletta: oltre cento opere originali nel Castello svevo

In breve

— Nome: Giuseppe De Nittis, nato a Barletta il 25 febbraio 1846
— Famiglia: padre arrestato per motivi politici, morto suicida; cresciuto dai nonni paterni
— Formazione: allievo di Giovanni Battista Calò a Barletta, poi Istituto di Belle Arti di Napoli dal 1861
— Espulsione: 1863, per indisciplina
— Parigi: dal 1867; nel 1869 sposa Léontine Lucile Gruvelle
— 1874: unico italiano alla prima mostra impressionista nello studio del fotografo Nadar, boulevard des Capucines
— Soprannome: «peintre des Parisiennes», il pittore delle parigine
— Morte: 21 agosto 1884 a Saint-Germain-en-Laye, per ictus, a 38 anni
— Donazione: 1913, Léontine lascia al Comune di Barletta 146 dipinti e 65 disegni, più libri ed epistolario
— Sede attuale: Pinacoteca «Giuseppe De Nittis», Palazzo della Marra, via Cialdini, Barletta — dal 2007

Fonti: Ministero della cultura; Comune di Barletta; Pinacoteca Giuseppe De Nittis; Regione Puglia.

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