Giuseppe Fiamingo insegna matematica e fisica all’istituto superiore Pasquale Galluppi di Tropea. Nel giro di due anni il suo nome è finito due volte nelle liste dei migliori insegnanti del mondo, e i suoi studenti hanno fatto girare un programma a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Da Spilinga alla cattedra di Tropea
Giuseppe Fiamingo è nato a Spilinga, in provincia di Vibo Valentia, nel 1972. Il padre faceva il contadino, la madre la sarta. Aveva cominciato l’istituto per geometri, poi ha cambiato strada e si è laureato in matematica. Si è formato anche al CERN e all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Oggi insegna al Galluppi di Tropea, e il suo modo di fare lezione è diventato un caso internazionale.
Unico italiano tra i cinquanta finalisti del Global Teacher Prize
Nel gennaio 2025 Giuseppe Fiamingo è entrato nella lista dei cinquanta finalisti del Global Teacher Prize, il riconoscimento da un milione di dollari assegnato in collaborazione con l’Unesco. Le candidature erano oltre cinquemila, arrivate da 89 paesi del mondo. Lui era l’unico italiano rimasto in corsa.
Non era la prima volta. L’anno precedente aveva già vinto il premio Atlante, l’Italian Teacher Award, come miglior docente italiano di scuola superiore.
I ragazzi di Tropea e la Stazione Spaziale Internazionale
Il progetto si chiama Astro Pi ed è promosso dall’Agenzia Spaziale Europea. I suoi studenti hanno scritto un programma in linguaggio Python che è stato eseguito davvero a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, per analizzare la luminosità dell’acqua nelle immagini riprese dall’orbita.
Non è una simulazione fatta in classe: il codice scritto dai ragazzi di Tropea ha girato in orbita, e i dati sono tornati indietro per essere interpretati da loro.
Un laboratorio calato sul fondo del lago Arvo
L’altro progetto si chiama MoCRiL, sigla che sta per misurazione dei raggi cosmici in un lago. È nato insieme all’Università della Calabria e all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Gli studenti hanno costruito un laboratorio subacqueo e lo hanno calato a dieci metri di profondità nel lago Arvo, in Sila, per misurare le particelle che arrivano dallo spazio. Lo stesso lavoro è stato ripetuto in quota, in montagna, per confrontare i dati.
Il progetto ha vinto per due anni consecutivi il primo premio alla Beijing Youth Science Creation Competition, la competizione scientifica giovanile di Pechino. Ed è stato scelto come buona pratica dalla rete europea Esero: il riconoscimento lo ha consegnato l’astronauta Samantha Cristoforetti.
L’intelligenza artificiale in classe, ma come strumento
A gennaio di quest’anno Giuseppe Fiamingo è arrivato tra i cinque finalisti mondiali delle World Education Medals, i premi promossi da HP per chi usa l’intelligenza artificiale allo scopo di ridurre le disuguaglianze educative. La medaglia è poi andata a una docente indiana.
Lui l’intelligenza artificiale la usa per far analizzare ai ragazzi grandi quantità di dati e per migliorare gli algoritmi durante gli esperimenti. Dice che accompagna il ragionamento e permette di esplorare scenari altrimenti difficili da affrontare, ma che non sostituisce niente e nessuno.
La sua idea di scuola è tutta lì: le materie scientifiche non sono teorie da mandare a memoria, sono lingue per leggere la realtà e strumenti per cambiarla.
Il sogno di un osservatorio a Capo Vaticano
Quando gli hanno chiesto cosa avrebbe fatto con il milione di dollari del Global Teacher Prize, non ha parlato di sé. Ha risposto che costruirebbe un osservatorio astronomico a Capo Vaticano, un posto dove far incontrare la scienza, il turismo e la scuola, per avvicinare i ragazzi agli studi scientifici senza costringerli ad andarsene.
La Calabria che guarda il cielo ha una tradizione più lunga di quanto sembri: da queste parti è partito anche Mario Runco, l’astronauta della NASA con le radici a Lago e Carolei.





