A Zungri oggi è lutto cittadino. Alle 17 si celebrano i funerali di Alessio Pio Coppolino, 18 mesi, morto all’ospedale di Catanzaro. E mentre il paese si ferma, l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia continua a tenere d’occhio 38 bambini: sono tutti quelli che nell’ultimo mese sono passati dall’asilo di Tropea che frequentava il piccolo.
Stanno bene. Nessuno di loro ha sintomi. Ma la sorveglianza non si chiude, perché la causa della morte di Alessio Pio non è ancora scritta da nessuna parte.
I 38 bambini che l’Asp tiene sotto controllo
Il dipartimento Prevenzione si è fatto consegnare l’elenco dalla dirigenza della struttura, chiusa nei giorni scorsi in via precauzionale. Poi ha chiamato le famiglie una per una, per sapere se qualche altro bambino avesse avuto disturbi. Da quanto si apprende da fonti sanitarie, la risposta è stata sempre la stessa: nessun nuovo caso.
È il perimetro dell’indagine epidemiologica: capire quanti bambini sono stati esposti, e a cosa.
Tre bambini ancora in ospedale
Restano tre piccoli sotto osservazione medica, in tre ospedali diversi. Uno è ricoverato in Pediatria a Catanzaro, dopo sintomi gastrointestinali: le sue condizioni migliorano. Un altro è al Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, e non desta particolare preoccupazione. Il terzo si è presentato all’ambulatorio pediatrico di Vibo Valentia, e il quadro clinico non dovrebbe richiedere il ricovero.
Nei giorni scorsi i bambini finiti in ospedale con gli stessi disturbi erano stati quattro. Tre sono già tornati a casa.
I nuovi prelievi dentro l’asilo di Tropea
I tecnici della Prevenzione sono rientrati nella struttura per nuovi campionamenti. Cercano residui batterici sulle superfici. Altri prelievi erano già stati fatti il giorno prima, e i risultati finiranno all’istituto zooprofilattico, il laboratorio che analizza questo tipo di campioni.
L’ipotesi di cui si parla da giorni è il Clostridium difficile, un batterio che si prende di solito in ambiente ospedaliero e che colpisce l’intestino. Ipotesi, però. Non una diagnosi chiusa.
Da Zungri a Tropea, il nido dei bambini del Poro
La struttura si chiama Family Baby School ed è un nido privato di Tropea. Ci gravitano intorno un centinaio di bambini, non solo di Tropea: arrivano dai paesi vicini, da Zungri come dagli altri centri dell’altopiano del Poro. Ogni mattina un pezzo di comprensorio si sposta lì.
I primi disturbi sono comparsi circa una settimana fa. Poi, tra venerdì e martedì, le condizioni di un paio di bambini sono peggiorate. “Abbiamo contattato l’Asp e deciso di chiudere la struttura in via precauzionale”, ha spiegato la dirigente Serena Miceli, che ha parlato di una decina di casi complessivi, cinque con sintomi più evidenti. È stata disposta anche una sanificazione straordinaria con prodotti di tipo ospedaliero. “Siamo vittime anche noi, insieme ai bambini”, ha detto.
L’asilo è sotto sequestro, la procura indaga
Sul versante giudiziario la Squadra Mobile di Vibo Valentia ha eseguito il sequestro della struttura su mandato della procura. Il fascicolo, per ora, è contro ignoti: serve a mettere in fila le cause della morte e a stabilire se qualcuno abbia sbagliato. I genitori di Alessio Pio hanno presentato denuncia.
Negli accertamenti, secondo la stampa locale, sono finiti anche i fasciatoi e le procedure di igiene dell’asilo.
Zungri si ferma per Alessio Pio
Il sindaco Serafino Fiamingo ha proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata dei funerali. Zungri è un paese di poco più di duemila abitanti, sull’altopiano del Poro, quello delle case di pietra scavate nella roccia.
“Tutta la comunità di Zungri è rimasta sconvolta da questa vicenda che ha colpito i genitori e i parenti del piccolo Alessio Pio”, ha detto il sindaco. “Tutti noi abbiamo sperato che Alessio potesse farcela e invece questa tragedia è stata come un macigno”. Il pensiero dell’amministrazione, ha aggiunto, va a “papà Domenico, mamma Maria Savia e a tutta la famiglia”.
Nel Vibonese si sono moltiplicati i gruppi di preghiera. Le famiglie dell’asilo si sono strette attorno ai genitori, e in questi giorni hanno chiesto a più riprese di essere informate. “È straziante quanto sta succedendo”, ha detto una mamma alla Gazzetta del Sud.
Cosa manca ancora
L’autopsia sul corpo del bambino si è conclusa a Catanzaro e la salma è stata restituita alla famiglia. Sarà l’esame a dire di cosa è morto Alessio Pio. Fino a quel momento un punto va tenuto fermo: nessun nesso è stato accertato tra il presunto focolaio batterico dell’asilo e la morte del bambino.
Restano da leggere i campioni. Resta da chiudere l’inchiesta. E resta un paese che oggi pomeriggio, a Zungri, accompagna un bambino di un anno e mezzo.
Fonti: Il Quotidiano del Sud, ANSA, Gazzetta del Sud.





