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Notte della Taranta stasera in Eurovisione: Ermal Meta canta contro il resort di Sazan

Notte della Taranta a Melpignano, il Concertone
Il Concertone della Notte della Taranta a Melpignano

La Taranta stasera in Eurovisione: per la prima volta fuori dai confini italiani

Il Concertone della Notte della Taranta stasera esce dall’Italia. Per la prima volta in ventinove edizioni la serata di Melpignano entra nel circuito Eurovisione, la rete di scambio dell’Unione Europea di Radiodiffusione: significa che la pizzica salentina viene messa a disposizione delle televisioni pubbliche europee.

L’annuncio è arrivato dalla Fondazione il 19 agosto, a tre giorni dal concerto.

La diretta parte su Rai 3 alle 21.20, con Ema Stokholma e Aurora Leone alla conduzione. In streaming si segue su RaiPlay, in radio su Rai Radio 2 con il racconto di Martina Martorano, e trasmette anche San Marino Rtv. Il servizio del Tgr Puglia indica l’inizio alle 21.25: sull’orario le due fonti non coincidono di cinque minuti.

Notte della Taranta, il Concertone di Melpignano

«Non simu niente»: l’inedito di Ermal Meta, l’isola di Sazan e i fenicotteri

Per il concertone il maestro concertatore Ermal Meta ha scritto un brano nuovo, poi tradotto in salentino. Si intitola «Non simu niente».

Dentro c’è l’Albania di questi mesi. Da giugno il Paese è attraversato da manifestazioni contro il progetto di un complesso turistico di lusso sull’isola di Sazan e lungo la costa adriatica, operazione che vede tra gli investitori Jared Kushner, genero di Donald Trump. I documenti di progetto parlano di ottocento camere, ville, un campo da golf, un casinò e un parco acquatico.

Chi protesta sfila con sagome di fenicotteri rosa di cartone. Gli alberghi previsti sfiorano l’area protetta di Vjosa-Narta, dove i fenicotteri nidificano, e da lì è nato il nome che il movimento si è dato: rivoluzione dei fenicotteri. Partite dal resort, le proteste sono diventate le più grandi che l’Albania abbia visto dalla caduta del comunismo.

Meta ha spiegato che nel testo entra anche la Puglia, con la contestazione di un resort a Ostuni: conta la terra, non il cemento. La cultura è politica, e la Notte della Taranta resta in quel solco.

La dedica della serata: festa della Repubblica e ottant’anni dal voto delle donne

L’organizzazione ha dedicato la serata alla festa della Repubblica e al voto delle donne, di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario.

Il conto torna. Il 2 giugno 1946 gli italiani scelsero fra monarchia e repubblica, e per la prima volta alle urne andarono anche le donne. Nel Salento di allora la pizzica non era un festival: era il rito del tarantismo, e a essere «morsicate» erano soprattutto donne che lavoravano nei campi.

Il palco della Taranta: Alessandra Amoroso, Levante, Gisela João e il fado

Accanto all’Orchestra Popolare salgono Alessandra Amoroso, Levante, Sayf, la portoghese Gisela João, Maria Mazzotta, Welo e Giulia Vecchio. Rispetto al cast annunciato ad agosto si sono aggiunti Sayf, Giulia Vecchio e Gisela João.

Gisela João porta il fado, che è l’altra grande musica popolare del Sud dell’Europa. Maria Mazzotta è salentina e sul canto tradizionale lavora da vent’anni. Sayf e Welo arrivano dalla scena rap e afro-pop italiana, e sono la parte che ogni anno fa storcere il naso ai puristi.

Le coreografie sono firmate da Fredy Franzutti, direttore del Balletto del Sud. Nel servizio del Tgr Puglia parlano Ermal Meta e Massimo Bray, presidente della Fondazione ed ex ministro dei Beni culturali.

Ermal Meta, da Fier a Bari: il maestro concertatore che quel mare lo ha attraversato

Meta è nato a Fier, in Albania, ed è arrivato a Bari che aveva tredici anni, durante l’esodo seguito alla caduta del regime comunista. La sua storia è quella che la Fondazione ha scelto come tema dell’edizione: le vie del Mediterraneo.

Fra le due sponde ci sono settantun chilometri di mare, misurati da Punta Palascia, a Otranto, fino a Capo Linguetta. Nelle giornate limpide, dal Salento, le montagne albanesi si vedono a occhio nudo.

Leggi anche: Notte della Taranta 2026, il Concertone il 22 agosto a Melpignano: dirige Ermal Meta

Melpignano e la Taranta: duemila abitanti e la piazza più affollata di Puglia

Il piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani si apre già dalle 19 con il pre-concertone: gli studenti del Progetto Matria, l’associazione I Sempre Vivi e la Festa Adriatico Balcanica con Enza Pagliara. L’ingresso è libero, come sempre.

Melpignano fa poco più di duemila abitanti ed è uno dei comuni della Grecìa Salentina, l’area dove si parla ancora il griko. Per una notte diventa la piazza più affollata della regione. Sui numeri dell’anno scorso le versioni non coincidono: la Fondazione parlò di 160mila presenze, alcune testate salentine scrissero duecentomila.

Il festival, del resto, non è solo stasera: dal 30 luglio le tappe itineranti hanno attraversato una ventina di piazze del Salento.

La Notte della Taranta è nata qui nel 1998, quando la pizzica era ancora roba da studiosi e da anziani. Il rito che la generò, il tarantismo, prevedeva giorni di musica in casa per far ballare fino allo sfinimento chi si diceva morsicato dalla taranta. Oggi l’Orchestra Popolare mette insieme musicisti di formazione classica, cantori salentini e ospiti internazionali, e ogni edizione la rimonta un maestro concertatore diverso.

Poi parte il tamburello, e dopo dieci minuti nel piazzale non sta fermo più nessuno.

Fonte: La Notte della Taranta, Tgr Puglia

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