Oggi, 24 luglio, a Taureana di Palmi si sente di nuovo il rumore degli zoccoli davanti alla chiesa. È il giorno di San Fantino il Cavallaro, il santo più antico della Calabria.
Il guardiano di cavalli
La sua storia comincia oltre 1.600 anni fa. Fantino nacque qui, a Taureana, intorno al 293. Da ragazzo faceva il guardiano di cavalli per un patrizio romano, Balsamio: li portava al pascolo e ad abbeverarsi. Per questo lo chiamavano il Cavallaro. Ed era cristiano in un tempo in cui esserlo poteva costare caro.
L’aiuto ai contadini poveri
Secondo il racconto tramandato, di notte Fantino prendeva di nascosto le cavalle del padrone e le usava per trebbiare il grano dei contadini poveri. Li aiutava senza chiedere niente in cambio. Quando Balsamio lo scoprì, si sentì tradito e lo inseguì per punirlo.
Il prodigio del fiume
Fantino fuggì a cavallo verso il fiume Metauro, l’attuale Petrace, che però era in piena. La tradizione racconta che il giovane toccò le acque con la sua verga e disse: «Fermati, Metauro. Passa Fantino, servo di Dio». Le acque si sarebbero aperte, lasciandolo passare con le cavalle. Balsamio, testimone del prodigio, gli avrebbe chiesto perdono e si sarebbe convertito. È questa la scena dipinta nell’antica icona bizantina.
La cripta più antica della Calabria
Fantino morì nel 336 e fu sepolto in quella che oggi è la cripta di Taureana, ricavata in un antico ambiente romano. La Diocesi la indica come il più antico luogo di culto cristiano della Calabria.
La festa dei 24 cavalli
Oggi la festa rivive. La tradizione vuole 24 cavalli e 24 cavalieri, come il giorno della ricorrenza. Dopo la Messa e la benedizione, i cavalli vengono condotti davanti all’icona e, guidati dai cavalieri, compiono l’inchino in onore del santo. Poi la processione parte verso la cripta. Un rito vecchio sedici secoli, che ancora oggi cammina al passo dei cavalli.





