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Pontile ex Sir di Lamezia: 230 miliardi di lire e nessuna nave

Il pontile ex Sir di Lamezia Terme nel golfo di Sant'Eufemia

Doveva essere un’industria. Doveva dare lavoro a più di duemila persone. Quello che è rimasto è un pontile di ferro arrugginito che entra per mezzo chilometro dentro il golfo di Sant’Eufemia, a Lamezia Terme, e che non ha mai visto attraccare una nave.

Che cos’è il pontile ex Sir

Venne costruito nel 1971. È lungo circa 640 metri e serviva a far arrivare e partire le navi dello stabilimento chimico che stava sorgendo alle sue spalle.

Lo stabilimento era della Società Italiana Resine, la Sir. Il nome che circola spesso, Società Italiane Resine, è sbagliato: l’aggettivo è al singolare.

Oggi il pontile è un gigante insabbiato, mangiato dalla ruggine, che i pescatori usano per ripararsi dal sole.

La Sir di Nino Rovelli e il pacchetto Colombo

La Sir era nata negli anni Trenta ed era stata la prima azienda italiana a produrre polveri da stampaggio e resine fenoliche. Sotto l’imprenditore Nino Rovelli era diventata il terzo gruppo chimico italiano, dietro soltanto a Eni e Montedison.

L’approdo in Calabria arriva con il cosiddetto pacchetto Colombo, il piano di investimenti industriali per il Sud che porta il nome di Emilio Colombo. Sul solo pontile lo Stato mette 230 miliardi di lire dell’epoca.

L’idea era semplice e in quegli anni sembrava ovvia: portare la grande industria dove c’erano solo campi e gente che partiva per il nord.

2.355 posti di lavoro, sulla carta

Il numero preciso che circolava allora è questo: 2.355 persone avrebbero dovuto lavorare nel solo impianto Sir. Contando l’intero pacchetto di investimenti si arrivava a parlare di tremila posti.

Per la piana lametina degli anni Settanta era la fine dell’emigrazione. Intere famiglie hanno fatto i conti su quei numeri.

Non si è presentato quasi nessuno di quei posti.

Nessuna nave, mai

La Sir chiude i battenti in Italia nel 1981. In Calabria aveva smesso molto prima.

In quello specchio d’acqua non ha mai attraccato una nave. Non una. Il pontile è stato costruito, pagato, consegnato, e da allora sta lì senza aver fatto un solo carico.

Tutti i progetti di riconversione annunciati negli anni sono rimasti annunci.

Il crollo del 2012 e quello che c’è sotto

Nel 2012 una parte della struttura è crollata in mare, e la procura ha messo l’area sotto sequestro.

Il problema però non è solo il ferro. Le analisi delle acque hanno rilevato percentuali elevate di diossina, e in indagini successive sono comparsi arsenico, manganese e ferro. In quel tratto di costa la balneazione è vietata: il mare che si vede limpido dall’alto porta dentro l’eredità di quarant’anni di scarichi.

L’area ex Sir è entrata nel Piano regionale di bonifica, e nel luglio 2026 la richiesta di abbattere il pontile è tornata nel dibattito politico lametino. Intanto Comune, Provincia e Stato continuano a rimpallarsi le competenze.

Che cosa c’è oggi in quella zona

La zona industriale di Lamezia esiste, ma è un’altra cosa da quella immaginata: circa 1.000 ettari, una novantina di aziende e all’incirca 1.500 addetti.

Non è poco, ma non è la grande industria che era stata promessa, e soprattutto non è arrivata dal pacchetto Colombo.

Il pontile è diventato la fotografia del non finito calabrese: le opere annunciate e mai concluse, i cantieri fermi, gli scheletri di cemento e di ferro lasciati dove erano. In Calabria ci sono anche i casi opposti — a poca distanza il porto di Gioia Tauro è oggi uno dei principali scali del Mediterraneo — ma a Lamezia quello che è rimasto è un molo verso il nulla.

A pochi chilometri da lì, intanto, funziona da sempre qualcosa che nessuno ha dovuto costruire: le Terme di Caronte, con la loro acqua sulfurea a 39 gradi.

È una storia che vale la pena raccontare ai ragazzi, perché spiega meglio di molti discorsi che cosa è successo qui negli ultimi cinquant’anni.

In breve

  • Che cos’è: il pontile dell’ex stabilimento Sir, nel golfo di Sant’Eufemia a Lamezia Terme
  • Costruito: 1971, lungo circa 640 metri
  • Costo: 230 miliardi di lire dell’epoca, fondi del pacchetto Colombo
  • L’azienda: Società Italiana Resine, di Nino Rovelli, terzo gruppo chimico italiano dopo Eni e Montedison
  • Posti promessi: 2.355 nel solo impianto Sir, circa 3.000 con l’intero pacchetto
  • Navi attraccate: nessuna
  • Chiusura Sir: 1981 in Italia, prima in Calabria
  • Crollo: 2012, poi il sequestro dell’area
  • Oggi: balneazione vietata, area nel Piano regionale di bonifica

Fonti: LaC News24; Gazzetta del Sud; Piano regionale di bonifica della Regione Calabria; atti del Comune di Lamezia Terme.

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