Giuseppe è nato a Foggia il 29 febbraio 2008, è invalido civile al 100% dalla nascita e a febbraio ha compiuto 18 anni. Da 5 mesi non riceve la pensione di invalidità civile che gli spetta, circa 350 euro al mese. Il motivo non è un documento mancante: il sistema informatico dell’Inps non riuscirebbe a leggere una data che nel 2026, anno non bisestile, non esiste. Per il computer Giuseppe risulta ancora minorenne.
Ci sono errori che si spiegano in una riga e che poi nessuno riesce a correggere. Quello che riguarda Giuseppe, 18 anni, foggiano, è di questo tipo. Il ragazzo è invalido civile al 100% dalla nascita e si sposta in carrozzina. Al compimento della maggiore età avrebbe dovuto iniziare a percepire la pensione di invalidità civile, che si somma all’indennità di accompagnamento già riconosciuta. Quei soldi non sono mai arrivati.
Il caso di Foggia: invalido al 100%, per l’Inps è ancora minorenne

La data di nascita è il 29 febbraio 2008. Il 2008 era un anno bisestile. Il 2026 no. Il 29 febbraio, quest’anno, semplicemente non c’è stato. Secondo quanto riferito dalla famiglia, sarebbe proprio questo il punto che manda in tilt la procedura: il sistema informatico dell’Inps non registrerebbe correttamente il compimento del diciottesimo anno, e di conseguenza la prestazione economica non verrebbe liquidata.
Il paradosso è tutto qui. Nessuno contesta l’invalidità, nessuno mette in dubbio l’età anagrafica del ragazzo. La carta d’identità dice una cosa, il programma ne dice un’altra, e a decidere è il programma.
Cosa spetta al compimento dei 18 anni: pensione, importi e limiti di reddito
La pensione di inabilità per gli invalidi civili totali spetta a chi ha tra 18 e 67 anni, con invalidità riconosciuta al 100% e un reddito personale entro una certa soglia. Nel 2026 l’importo è di 340,71 euro al mese per 13 mensilità, mentre il limite di reddito personale annuo per l’invalidità totale è fissato a 20.029,55 euro. Al compimento dei 67 anni la prestazione si trasforma in assegno sociale.
Fino ai 18 anni le regole sono diverse. Il minore con disabilità riceve l’indennità di frequenza o l’indennità di accompagnamento, ma non la pensione: quella si aggiunge solo con la maggiore età. È il motivo per cui il diciottesimo compleanno, nelle famiglie che convivono con una disabilità grave, non è soltanto una festa. È una scadenza amministrativa.
Il modello AP70: la procedura che la famiglia ha seguito
Al compimento della maggiore età non serve una nuova domanda e nemmeno una nuova visita medica. Serve il modello AP70, la dichiarazione con cui si autocertificano i dati socio-economici necessari a liquidare la prestazione che spetta da maggiorenni. È una procedura ordinaria, che ogni patronato gestisce decine di volte l’anno.
La famiglia di Giuseppe l’ha fatta, e l’ha fatta due volte. Il Caf ha trasmesso il modello manualmente. Il patronato ha mandato le comunicazioni via Pec. Il padre ha aperto diverse segnalazioni sul portale dell’Inps. La pratica non si è mossa.
Lo sportello Inps di Foggia e il nodo del sistema centrale
Anche allo sportello territoriale, sempre secondo il racconto della famiglia, l’anomalia sarebbe stata confermata. Gli operatori avrebbero riconosciuto il blocco ma spiegato di non poterlo rimuovere: il problema riguarderebbe il sistema informatico centrale e servirebbe un intervento tecnico da Roma. Nessuna colpa degli uffici di Foggia, quindi, e nessuna soluzione a portata di mano.
Cinque mesi dopo, la situazione è ferma allo stesso punto. L’indennità di accompagnamento continua ad arrivare. La pensione no.
Le parole del padre: “Mio figlio ha 18 anni, anche se il sistema dice il contrario”
Il padre si chiama Roberto e non nasconde l’amarezza. «Mio figlio ha 18 anni, anche se il sistema informatico dell’Inps dice il contrario», è la frase che riassume mesi di telefonate e di attese. Quello che gli riesce più difficile da accettare è il consiglio ricevuto per uscirne: rivolgersi a un avvocato. Pagare un legale, cioè, per ottenere una prestazione prevista dalla legge che nessuno gli sta negando nel merito.
La reazione delle associazioni per la disabilità
Sul caso sono intervenute alcune associazioni che si occupano di tutela delle persone con disabilità. Il punto sollevato è netto: costringere una famiglia a un’azione legale per vedere riconosciuto un diritto già previsto dalla normativa viene definito inaccettabile, e letto come una sconfitta delle istituzioni prima ancora che come un disguido tecnico.
Il tema, del resto, non riguarda solo Giuseppe. In Italia i nati il 29 febbraio sono decine di migliaia, e ogni tre anni su quattro la loro data di nascita non esiste sul calendario. Nella quasi totalità dei casi non succede nulla. Quando però una prestazione economica dipende dal giorno esatto in cui si compiono gli anni, l’automatismo diventa un ostacolo.
Cosa può fare chi si trova nella stessa situazione
Chi si trova davanti a una pratica bloccata da un’anomalia informatica ha alcune strade prima del tribunale. La prima è la segnalazione formale tramite patronato, che ha canali diretti con le sedi. La seconda è la richiesta di riesame in autotutela, che si presenta alla sede territoriale competente. La terza, quando le prime due non bastano, è la segnalazione all’Ufficio relazioni con il pubblico o al Difensore civico. Il ricorso amministrativo e poi quello giudiziario restano l’ultimo passaggio, non il primo.
Nel caso di Foggia, per ora, l’unica cosa certa è che la data del 29 febbraio 2008 su tutti i documenti di Giuseppe è scritta correttamente. È il resto che deve mettersi in pari.
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In breve
- Chi — Giuseppe, 18 anni, di Foggia, invalido civile al 100% dalla nascita
- Data di nascita — 29 febbraio 2008, anno bisestile
- Il problema — nel 2026, anno non bisestile, il sistema informatico non registrerebbe il compimento dei 18 anni
- Prestazione bloccata — pensione di invalidità civile, circa 350 euro al mese, ferma da 5 mesi
- Importo 2026 — 340,71 euro per 13 mensilità, limite di reddito 20.029,55 euro annui
- Procedura seguita — modello AP70 via Caf, Pec del patronato, segnalazioni sul portale
- Risposta ricevuta — anomalia confermata allo sportello, blocco sul sistema centrale di Roma
- Consiglio dato alla famiglia — rivolgersi a un avvocato
Fonti: Il Gazzettino; StatoQuotidiano; Inps, Pensione di inabilità agli invalidi civili; Inps, modello AP70.





