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Davide Paglialunga, il calciatore morto a 21 anni e il dolore di Nardò

Davide Paglialunga, calciatore della Jesina morto a 21 anni

Davide Paglialunga aveva ventuno anni e davanti a sé la carriera che aveva sempre sognato. Giocava nella Jesina, in Eccellenza, dopo essere cresciuto nelle giovanili di Ancona e Ascoli. Domenica mattina la sua corsa si è fermata su una statale alle porte di Ancona, in uno schianto che ha lasciato sotto choc le Marche e il Salento.

Lo schianto sulla statale dell’Aspio

Davide era alla guida della sua Opel Corsa sulla statale all’Aspio, nella zona della Baraccola. Lo scontro con un’altra vettura è stato violentissimo: nell’impatto la sua auto ha preso fuoco e il ragazzo è rimasto intrappolato tra le lamiere mentre le fiamme avvolgevano l’abitacolo. Quando i soccorsi sono arrivati, per lui non c’era più niente da fare. Nell’incidente sono rimaste ferite altre quattro persone, alcune in modo grave. A salvare uno dei feriti, un compagno di squadra di Davide, è stato un finanziere che si è gettato verso le auto distrutte.

Il sogno del professionismo, da Ancona ad Ascoli

Quello del calcio era il sogno che Davide inseguiva da bambino. Era cresciuto nei vivai di Ancona e Ascoli, prima di trovare spazio nella Jesina, in provincia di Ancona. Un percorso costruito passo dopo passo, fino al primo contratto da professionista: il traguardo che dà un nome al talento e trasforma una passione in un mestiere.

Le radici a Nardò e il padre Roberto

È la storia della sua famiglia a rendere questa tragedia ancora più difficile da accettare. Il padre, Roberto, era originario di Nardò, nel Salento. Era morto nel 2020, poco dopo aver visto il figlio coronare il suo sogno e firmare il primo contratto da professionista. Quel ragazzo che lo aveva reso orgoglioso lo ha raggiunto cinque anni più tardi, a soli ventuno anni.

Il dolore delle Marche e del Salento

Per questo, insieme alle Marche, oggi piange anche Nardò: la terra del padre si è stretta nel dolore. Il sindaco di Ancona ha parlato di un giovane “bello e spensierato”, dicendosi straziato. Resta il silenzio per una vita spezzata sul più bello, proprio mentre Davide stava diventando l’uomo e il calciatore che aveva sempre voluto essere.

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