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Bollo auto in Calabria, lo scontro tra Tridico e Occhiuto

Bollo auto in Calabria, Tridico e Occhiuto

Il bollo auto è tornato al centro del dibattito politico in Calabria, e lo ha fatto con un acceso botta e risposta. Da una parte Pasquale Tridico, eurodeputato del Movimento 5 Stelle. Dall’altra il presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Oggetto del contendere: chi, per primo, ha proposto di cancellare una delle tasse più odiate dagli italiani.

La proposta di Tridico

Tutto parte dalla campagna elettorale. Tridico aveva messo sul tavolo l’idea di esentare dal bollo auto le famiglie con redditi più bassi: un’esenzione fino a 250 euro per chi ha un Isee entro i 25 mila euro. Una misura pensata, nelle sue intenzioni, per dare ossigeno ai nuclei in difficoltà di una delle regioni più povere d’Italia.

“Mi dava del populista, ora ci copia”

All’epoca, racconta oggi il Movimento 5 Stelle, la proposta era stata liquidata da Occhiuto come una semplice trovata elettorale. Per questo, quando il presidente ha rilanciato l’abolizione della tassa, dal Movimento è partita l’accusa. “Mi dava del populista, ora ci copia”, attacca Tridico. Gli fa eco la deputata Vittoria Baldino: “Quando lo proponeva Tridico era propaganda, oggi diventa un’intuizione geniale”.

La replica di Occhiuto

Il presidente della Regione respinge le critiche e introduce una distinzione precisa. La sua proposta, spiega, è di abolire il bollo auto a livello nazionale, non regionale. In questo modo, sostiene, non si apre alcun buco nei conti della Calabria.

Il nodo della compensazione

Il ragionamento di Occhiuto si regge su un meccanismo già visto. Quando lo Stato cancella un tributo di competenza regionale, deve compensare le Regioni con altre risorse. È accaduto con l’Imu sulla prima casa: per la Calabria, ricorda il presidente, si tratta di circa 180 milioni di euro. Tradotto: se il taglio arriva da Roma, le casse regionali non ne risentono.

Una tassa che pesa sulle tasche dei calabresi

Al di là della contesa su chi abbia avuto l’idea per primo, il tema tocca un nervo scoperto. Il bollo auto è da anni una delle imposte più contestate, e in un territorio con redditi medi tra i più bassi del Paese una sua riduzione avrebbe un peso concreto sui bilanci familiari. La partita, ora, è capire se dalle promesse si passerà ai fatti.

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