C’è un pezzo di Calabria in una delle pagine più belle del calcio italiano recente. Si chiama Domenico Berardi, è nato a Cariati, in provincia di Cosenza, e da lì è partito ragazzino per arrivare fino alla notte di Wembley, da campione d’Europa.
Da Cariati al Sassuolo: la storia di Berardi
Berardi nasce a Cariati il primo agosto del 1994, sullo Ionio cosentino. Come tanti talenti del Sud, parte presto per inseguire il pallone. La sua casa calcistica diventa il Sassuolo, e lì resta. Una scelta rara, di quelle che nel calcio di oggi quasi non esistono più.
Con i neroverdi trascina il club dalla Serie B alla Serie A, e nella stagione della promozione viene premiato come miglior giocatore del campionato cadetto. L’esordio nella massima serie arriva a soli diciannove anni.
Berardi, bandiera del Sassuolo e campione d’Europa
Negli anni Berardi diventa il simbolo del Sassuolo: oggi è il miglior marcatore nella storia del club, con oltre cento gol. Una fedeltà a una sola maglia che lo ha reso una bandiera vera.
Poi la Nazionale, dal 2018. E l’estate del 2021, quella dell’Italia campione d’Europa: Berardi è tra i protagonisti azzurri, con un bronzo in Nations League a completare un periodo d’oro.
Il gesto di Berardi a Forte dei Marmi
L’ultima storia che lo riguarda, però, non parla di gol. A Forte dei Marmi un ragazzo è finito a terra dopo una caduta in bici, ferito, con la bicicletta rotta accanto. In tanti, racconta chi era presente, passavano senza fermarsi. A fermarsi è stato proprio Berardi, che passava in bicicletta.
Ha dato l’allarme e ha aspettato i soccorsi insieme a una barista della zona, riparando il ferito dal sole fino all’arrivo della Croce Verde. Un gesto semplice, di quelli che non fanno notizia quando li compie una persona qualunque, e che invece pesano quando a farli è un campione mentre gli altri tirano dritto.
Perché Berardi è un orgoglio calabrese
È questo, in fondo, il ritratto di Berardi: il talento di Cariati che ha vinto un Europeo e non ha mai cambiato pelle. Uno che resta legato alla sua maglia, alla sua terra, e che fuori dal campo si comporta da uomo prima che da fuoriclasse. Da quelle parti, sullo Ionio cosentino, di Mimmo Berardi continuano ad andare fieri. E hanno ragione.
Fonti: Il Tirreno, Il Messaggero, Treccani.





