Ci sono telefonate che non ti aspetti. Quella arrivata a casa di Giulia, otto anni, di Andria, è una di queste. Dall’altro capo del filo c’era il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E lei lo ha salutato così: «Ciao Presidente». Come si fa con un amico.
La lettera che non doveva restare in un cassetto
Giulia è affetta da SMA, l’atrofia muscolare spinale. Il 12 luglio, quando ad Andria si è tenuta la cerimonia per il decennale del disastro ferroviario del 2016 — quello tra Andria e Corato, ventitré vittime — lei non è potuta essere in piazza. Ci teneva. Alla commemorazione c’era anche il Capo dello Stato.
Così ha scelto un’altra strada. Ha preso carta e penna e gli ha scritto. Un pensiero semplice, raccontano in famiglia. Un grazie fatto con il cuore, per l’attenzione che il Presidente riserva alle persone più fragili. La lettera è stata consegnata dalla sindaca, Giovanna Bruno, che l’ha fatta arrivare al Quirinale.
«Ciao Presidente»
Mattarella l’ha letta. E qualche giorno dopo ha fatto una cosa che nessuno, in quella casa, si aspettava: ha preso il telefono e ha chiamato.
«Ciao Presidente», ha risposto Giulia, senza soggezione. E poi una frase che vale più di tante: «Grazie a lei l’Italia è di tutti». La telefonata è arrivata proprio nel giorno dell’ottantacinquesimo compleanno del Capo dello Stato.
L’incredulità di mamma Giusy
A raccontare quei minuti è mamma Giusy, che ancora fatica a crederci. «Quando mi hanno chiamata dal Quirinale ero incredula — dice —. Mi hanno chiesto se potevano passarmi il Presidente, perché voleva salutare Giulia».
La conversazione, aggiunge, è stata come una chiacchierata tra persone che si conoscono da tempo. «Lui è stato esattamente come lo vediamo in tv. Presente, dolce, pacato. Con quel suo modo silenzioso e calmo ci ha ribadito che non siamo soli, che ci è accanto».
«Allora non sono l’unica ad avere dei sogni»
L’idea di scrivere non è nata dal nulla. Giulia aveva visto un’altra bambina, anche lei malata di SMA, che circa un anno fa era riuscita a intervistare il Capo dello Stato. L’ha guardata e ha sorriso: «Allora non sono l’unica ad avere dei sogni e delle domande». In famiglia lo dicono con orgoglio: quando si mette in testa una cosa, è capace di muovere le montagne.
Oggi la piccola è a Roma, per uno dei suoi ricoveri. La sindaca l’ha salutata sui social con parole che restano: «Lo spessore di un uomo non è il suo ruolo, ma il suo stile. La sua umanità. E a te, Giulietta, un grandissimo abbraccio, più forte della tua infinita forza». La notizia, diffusa dalla stessa prima cittadina, in poche ore ha fatto il giro della città.





