Le regioni, raccontate da chi ci vive
Testata giornalistica registrata · Tribunale di Napoli n. 25/2022

Terme di Caronte, a Lamezia Terme l’acqua sulfurea a 39 gradi e la gurna dove si entra gratis

La gurna delle Terme di Caronte a Lamezia Terme

Le Terme di Caronte si trovano in contrada Caronte, nel quartiere Sambiase di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. Quattro sorgenti di acqua calda scendono dalla montagna e si uniscono nel torrente Bagni, ognuna con una temperatura diversa. La più calda è quella intitolata a Caronte.

L’acqua è sulfurea e arriva a 39 gradi. Il dato è quello del Comune di Lamezia Terme e delle cronache locali; alcune schede, tra cui quella di Wikipedia, indicano invece una temperatura intorno ai 38. La differenza di un grado dipende dal punto in cui si misura, perché le quattro sorgenti non escono tutte alla stessa temperatura.

La classificazione chimica è un elenco lungo: acque sulfuree, solfato-alcalino-terrose, iodiche, arsenicali. Tradotto: zolfo, calcio, potassio. Sono quelle che lasciano sulla pelle l’odore che a Lamezia riconoscono tutti prima ancora di vedere il vapore.

Perché si chiamano Terme di Caronte

Caronte è il traghettatore che nella mitologia greca porta le anime nell’aldilà. Il nome delle sorgenti però non arriva direttamente da lui: arriva dall’Acheronte, il fiume dell’oltretomba che scorreva in Epiro, nell’attuale Grecia. Chi scriveva di queste acque secoli fa vedeva il vapore uscire dalla terra e il collegamento lo faceva da solo.

Le Terme di Caronte sono conosciute da molto prima. Gli studiosi le identificano con le aquae angae citate negli itinerari romani del II secolo, e in carte dell’XI secolo compaiono come le acque calde di Nocato o Nicastro.

Su come siano tornate in uso in epoca moderna le fonti non vanno d’accordo. Il Comune di Lamezia Terme racconta che furono dei pastori a ritrovarle, nel 1717. Altre ricostruzioni fanno risalire l’inizio dell’uso terapeutico all’anno prima, il 1716, per iniziativa di Gian Galeano Cataldi. Un documento del 1847 annota che di tutte le acque della zona soltanto quella di Caronte era rimasta intatta per quantità, qualità e azione terapeutica.

Cosa si fa alle Terme di Caronte

Chi arriva qui ha davanti due strade, ed è raro che convivano nello stesso posto.

La prima è lo stabilimento termale, riconosciuto dal Ministero della Salute. Bagni, fanghi, inalazioni per le vie respiratorie, ventilazioni polmonari, cure dermatologiche e ginecologiche, massaggi e percorsi di riabilitazione. È la parte che si prenota, con orari, camici e cartella clinica.

La seconda non costa niente.

La gurna, la vasca dove si entra gratis

A poche centinaia di metri dallo stabilimento, ai piedi del Monte Sant’Elia, c’è la gurna. È una vasca naturale a cielo aperto, riempita dalla stessa acqua calda che alimenta le Terme di Caronte. Sul fondo si depositano i fanghi minerali. Accanto scende una cascata di acqua fredda, e chi conosce il posto passa dall’una all’altra come si faceva nelle terme romane.

L’accesso è libero e gratuito. Non c’è biglietto, non c’è cancello, non c’è orario. Ci si immerge d’estate e ci si immerge d’inverno, quando il contrasto tra l’aria fredda e l’acqua a 39 gradi è il motivo per cui ci si va.

Chi ci va lo sa: è una vasca su un torrente, non una piscina. Il fondo è naturale, il livello dipende dalle piogge, e non ci sono servizi garantiti. Alcune guide segnalano la presenza di uno spogliatoio, altre no.

Le Terme di Caronte, un bene comune a due passi dalla superstrada

Il punto non è solo l’acqua calda. È che in una regione dove ogni cosa bella tende a diventare a pagamento, o a chiudere, qui c’è una sorgente termale in cui chiunque può entrare senza tirare fuori un euro. Un residente di Sambiase, un turista che scende dall’aeroporto a dieci minuti di strada, una famiglia di passaggio sulla superstrada.

La Calabria termale non si esaurisce qui: le acque delle Terme di Caronte sono le più note, ma il patrimonio idrotermale della regione è molto più largo di quanto racconti la cartellonistica. Sulla stessa provincia si può leggere anche che cos’è il morzello di Catanzaro e da dove viene, un’altra cosa che i catanzaresi danno per scontata e che fuori regione non conosce nessuno.

Le informazioni sulle sorgenti e sulla loro storia sono pubblicate anche dal Comune di Lamezia Terme, che sul suo sito ricostruisce la vicenda delle quattro sorgenti.

Lamezia Terme è anche uno dei comuni termali italiani riconosciuti dall’Associazione Nazionale Comuni Termali, proprio per queste sorgenti.

Per arrivare alle Terme di Caronte non serve un navigatore. Il vapore si vede dalla strada.

Da leggere ancora in questa edizione

Hai un'attività in questa regione?

Raccontala ai lettori dell'edizione. Paghi solo dopo la nostra approvazione.

Promuoviti con noi