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Rocco Morabito al concerto degli One Direction: il boss latitante tra 30mila persone a Montevideo

Rocco Morabito, il boss di Africo latitante al concerto degli One Direction a Montevideo

Il 6 maggio 2014 gli One Direction suonano all’Estadio Centenario di Montevideo davanti a oltre 30mila persone. Tra il pubblico, secondo il racconto emerso solo adesso, c’è anche Rocco Morabito: latitante da vent’anni, originario di Africo, considerato dagli investigatori il broker della cocaina della ‘ndrangheta e all’epoca il secondo ricercato d’Italia dopo Matteo Messina Denaro. Era andato al concerto per accontentare la figlia.

La storia arriva dodici anni dopo, e arriva da chi lo ha difeso. A raccontarla è Fabrizio Gallo, avvocato del Foro di Roma ed ex legale di Morabito, che ha raccolto le testimonianze della famiglia. Il retroscena è stato pubblicato da Klaus Davi su Dagospia.

Il concerto di Montevideo: 30mila spettatori e centinaia di telecamere

Rocco Morabito, broker della cocaina della 'ndrangheta di Africo
Rocco Morabito, di Africo: nel 2014 era latitante da vent’anni

Quella sera all’Estadio Centenario si tiene la tappa uruguaiana del Where We Are Tour, il tour degli stadi della band britannica. Lo stadio è pieno. Ci sono la polizia uruguaiana, i controlli agli ingressi e centinaia di telecamere di sorveglianza puntate sulla folla. È esattamente il tipo di luogo che un latitante evita.

Morabito, secondo il racconto dell’ex avvocato, ci va lo stesso. E non da lontano: in mezzo al pubblico, con la moglie e la figlia.

I biglietti regalati a Natale alla figlia Carmela

I biglietti erano un regalo di Natale. Tre: uno per la figlia Carmela, fan della band, uno per la madre e uno per sé. Carmela ha raccontato quella serata con poche parole: «Io ho cantato e pianto per tutto il concerto. Ma anche mio padre cantava».

Le canzoni le sapeva. Le aveva ascoltate con lei per anni, da quando era bambina. Sempre secondo la figlia, Morabito era appassionato di musica in generale: dalla classica alla canzone italiana.

Chi è Rocco Morabito, il broker della cocaina di Africo

Rocco Morabito, detto «u Tamunga», è di Africo, in provincia di Reggio Calabria. Il nome della famiglia è tra quelli storici della ‘ndrangheta della Locride. Per gli inquirenti è stato per anni uno dei principali intermediari tra i cartelli sudamericani della cocaina e il mercato europeo, un ruolo che nelle carte viene definito appunto da broker.

Nel 1994 arriva la condanna a 30 anni nel processo nato dall’operazione «Fortaleza», sul traffico di cocaina. Da quel momento sparisce. La sua latitanza durerà 23 anni, quasi tutti passati in Sud America sotto identità false.

La cattura del 2017 in un albergo di Montevideo

Tre anni dopo il concerto, il 4 settembre 2017, la polizia uruguaiana e quella italiana lo fermano in un albergo di Montevideo. Viveva con documenti falsi, nei panni di un imprenditore brasiliano. Finisce così una delle latitanze più lunghe d’Europa.

Ma non finisce lì.

L’evasione del 2019 e la ricattura in Brasile

Il 24 giugno 2019 Morabito evade dal carcere di Montevideo insieme ad altri tre detenuti. Escono da un tunnel. Stava aspettando la decisione sull’estradizione in Italia.

Lo riprendono quasi due anni dopo, nel maggio 2021, a João Pessoa, capitale dello stato brasiliano della Paraíba. Con lui viene arrestato Vincenzo Pasquino. Nel 2022 la Corte suprema brasiliana autorizza la consegna all’Italia fissando in 30 anni il tetto della pena, e in luglio Morabito atterra a Ciampino.

Perché un dettaglio così piccolo conta

Il particolare del concerto non cambia nulla sul piano giudiziario. Racconta però come funzionava quella latitanza: non nascosta in un bunker, ma vissuta alla luce del sole, dentro la routine di una famiglia qualunque, in un Paese dove nessuno lo cercava con la faccia giusta. Morabito circolava con documenti in regola a nome di un altro, e su quel nome poteva comprare tre biglietti per lo stadio senza che accadesse niente.

È lo stesso motivo per cui, nell’ottobre 2025, il processo «Eureka» sul narcotraffico internazionale ha continuato a colpire le famiglie di Africo e San Luca con un totale di oltre mille anni di carcere: le rotte della cocaina non passano dai covi, passano dai viaggi, dalle società e dai passaporti.

Leggi anche: Il Mitreo di Reggio Calabria: il tempio segreto sotto Piazza Italia

In breve

  • Il fatto — Rocco Morabito al concerto degli One Direction, Estadio Centenario di Montevideo, 6 maggio 2014
  • Il contesto — tappa uruguaiana del Where We Are Tour, oltre 30mila spettatori
  • Chi lo racconta — l’ex avvocato Fabrizio Gallo, Foro di Roma; retroscena pubblicato da Klaus Davi su Dagospia
  • Il motivo — i biglietti erano un regalo di Natale per la figlia Carmela, fan della band
  • Chi è — di Africo (Reggio Calabria), per gli investigatori broker della cocaina della ‘ndrangheta
  • Latitanza — 23 anni, condanna a 30 anni nel processo Fortaleza del 1994
  • Cattura — 4 settembre 2017, albergo di Montevideo, documenti falsi da imprenditore brasiliano
  • Evasione — 24 giugno 2019 da un carcere di Montevideo, con altri 3 detenuti, attraverso un tunnel
  • Ricattura — maggio 2021 a João Pessoa, in Brasile; estradato in Italia nel luglio 2022

Fonti: Dagospia (Klaus Davi); Il Reggino; StrettoWeb; Corriere della Calabria.

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