A Trani c’è un bambino di quarta elementare che il 25 e il 26 luglio era seduto in un’aula dell’Università Bocconi di Milano. Intorno a lui, ragazzi arrivati da ventidue Paesi. Si chiama Mattia Rana e frequenta la quarta C della scuola primaria “Giovanni Beltrani”.
Nella prima prova delle finalissime internazionali dei Campionati Junior di Giochi Matematici è arrivato secondo. Nella seconda quindicesimo.
Le finali internazionali: due giorni in Bocconi con ventidue Paesi
Le finali di quest’anno hanno un valore particolare. È la prima volta che l’Italia le ospita: nel 2025 si erano giocate in Tunisia, prima ancora a Parigi.
In Bocconi sono arrivati circa seicento concorrenti da ventidue Paesi, divisi per categorie che vanno dai bambini delle elementari agli universitari, fino agli adulti che partecipano per il gusto di farlo. L’edizione segna i quarant’anni della manifestazione a livello internazionale e la trentatreesima organizzata in Italia dal centro PRISTEM dell’ateneo milanese.
Dentro quel numero — seicento persone, ventidue Paesi — c’era anche una quarta C pugliese.
Il risultato di Mattia Rana: secondo alla prima prova, quindicesimo alla seconda
Le finali si giocano su due prove, una per giornata. Mattia ha chiuso la prima al secondo posto. Nella seconda è sceso al quindicesimo.
Sono due dati che vanno letti insieme, e senza gonfiarli: nessuno ha vinto un titolo mondiale, ma un bambino di quarta elementare ha tenuto il passo dei migliori della sua categoria in una gara internazionale.
Chi conosce questo tipo di competizioni sa che la differenza tra un secondo e un quindicesimo posto, su otto quesiti, può essere un errore di distrazione o un problema letto male nella fretta. Non è una materia dove si recupera con lo studio della sera prima.
Come ci si arriva: la gara del 25 marzo, otto giochi, novanta minuti
La strada per Milano è lunga e comincia in aula, senza pubblico e senza telecamere. Il 25 marzo, nella propria scuola, ogni bambino iscritto si è seduto al banco con un foglio davanti.
Novanta minuti di tempo. Otto giochi matematici da risolvere da solo, senza aiuti, sotto la sorveglianza di un docente che nel proprio istituto fa da responsabile dei Campionati Junior.
I Campionati Junior sono riservati alle quarte e alle quinte della scuola primaria, divise in due categorie separate: CE4 per la quarta, CE5 per la quinta. Li organizza Mateinitaly insieme al centro PRISTEM della Bocconi, e quella di quest’anno è la decima edizione.
Sono previsti strumenti compensativi per i bambini con bisogni educativi speciali: l’idea è che nessuno resti fuori dalla porta.
Chi passa e chi resta a casa: sei risposte giuste e i numeri della scuola
Qui arriva la parte che di solito nessuno racconta. Per essere ammessi alla finale nazionale di maggio bisogna azzeccare almeno sei giochi su otto. Ma non passano tutti quelli che superano la soglia.
Il numero dei finalisti dipende da quanti alunni quella scuola ha iscritto in quella categoria. Con venti iscritti si manda un solo bambino. Con cinquanta se ne mandano due. Con cento, tre: è il tetto massimo, oltre non si va.
Significa che due bambini con lo stesso punteggio possono avere destini diversi a seconda di quanti compagni hanno partecipato con loro.
Poi c’è la finale nazionale, che si è giocata il 30 maggio sempre in Bocconi, con circa millecinquecento concorrenti arrivati da tutta Italia. Solo chi arriva in cima lì viene chiamato per l’internazionale. Tre selezioni, da marzo a luglio, per arrivare a quei due giorni.
Che matematica è: logica, carta e penna, nessuna calcolatrice
Una cosa vale la pena dirla, perché di solito si dimentica. La matematica dei Campionati Junior non è quella dei compiti in classe. Non ci sono espressioni da svolgere né tabelline da ripetere.
Sono problemi di logica. Si risolvono con carta e penna, senza calcolatrice e senza formule imparate a memoria. Servono soltanto la testa e il tempo che si ha a disposizione.
Gli organizzatori la mettono così: contano il ragionamento, l’intuizione e la fantasia, non i teoremi. Novanta minuti, otto problemi. Chi li ha provati da grande, per curiosità, di solito si ferma al terzo.
Trani festeggia: la dirigente Nunzia Porzio e le parole dei genitori
In città il risultato è stato accolto come una cosa di tutti, non come il successo di una famiglia sola. La dirigente scolastica Nunzia Porzio si è complimentata con i genitori di Mattia a nome dell’intera comunità scolastica, parlando di un traguardo prestigioso per la scuola.
I genitori, da parte loro, hanno raccontato una cosa che dice molto di come sono andate quelle due giornate. L’atmosfera, dicono, non aveva niente della gara: «Sembrava di essere un’unica grande famiglia». Per loro l’esperienza è valsa soprattutto come occasione di crescita, al di là della classifica.
La scuola Beltrani di Trani: non è la prima volta
Il quarto circolo didattico “Giovanni Beltrani” con questa gara ha ormai una piccola tradizione. Nel maggio del 2025 un altro alunno della scuola, Tommaso Cafagna, allora in quarta, chiuse al settimo posto della graduatoria nazionale tra oltre mille finalisti. Nella stessa edizione la scuola aveva portato in finale altri due bambini.
Due anni di fila con un alunno tra i migliori d’Italia non sono una casualità statistica. Dietro c’è un lavoro fatto in classe, con insegnanti che quei giochi li propongono durante l’anno e non solo nella settimana della gara.
È il tipo di risultato che una scuola pubblica di provincia costruisce in silenzio, senza finanziamenti straordinari e senza laboratori di ultima generazione.
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Il calendario dei Campionati riparte a gennaio con le iscrizioni per l’edizione successiva. Le informazioni complete su regolamento, categorie e date sono sul sito dei Giochi Matematici della Bocconi. A Trani, intanto, la quarta C ha già la sua storia da raccontare a settembre.
Fonte: TraniViva





