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Palizzi, il corto Puca girato sui Calanchi arriva a Venezia

I Calanchi di Palizzi, dove è stato girato il corto Puca in concorso a Venezia

Un luogo sperduto e bellissimo, tre sorelle, l’estate, il mare, una sirena. È da qui che parte “Puca”, il film breve girato interamente in pellicola sui Calanchi di Palizzi, in provincia di Reggio Calabria. A settembre lo vedranno al Lido: il corto della regista Sara Scalera va in anteprima internazionale alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il corto girato in pellicola a Palizzi Marina

Le riprese si sono fatte tutte a Palizzi Marina, col patrocinio del Comune. Pellicola Kodak 16mm, non digitale: una scelta che oggi fanno pochissimi, e che sui bianchi dei Calanchi si vede.

Il film è scritto da Scalera insieme allo sceneggiatore e regista calabrese Antonio Romagnoli, prodotto da GM Production e distribuito da Allegorie Film. La proiezione è dentro la 41ª Settimana Internazionale della Critica, alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dal 2 al 12 settembre.

Tre sorelle, un bar e una sirena

Siamo negli anni Novanta, primo pomeriggio d’estate. I genitori dormono. Le sorelle Lotti e Malibù, così si chiamano tra loro, escono di nascosto per andare al bar dove c’è un ragazzo che piace a entrambe.

Puca è la più piccola e vuole venire a tutti i costi. Se non la portano, minaccia di svegliare i genitori con le urla. La portano. Passando dalla spiaggia si avvicina a riva e dice di aver visto una sirena.

Al bar le due grandi la perdono di vista. Parte la ricerca, che finisce in uno scontro tra sorelle e poi nella visione fugace della sirena che si immerge e scompare sott’acqua. È lì che capiscono una cosa: l’infanzia è andata via per sempre. L’inaspettato arriva quando tornano a casa.

Cosa sono i Calanchi di Palizzi

Chi non li ha mai visti fa fatica a crederli calabresi. I Calanchi di Palizzi sono pareti bianche e friabili che corrono per circa due chilometri lungo la costa ionica. Il vento e la pioggia le hanno scavate fino a farne pinnacoli e piccoli canyon. Molti li chiamano paesaggio lunare.

Sotto quel bianco c’è un mare vecchio milioni di anni. Sono sedimenti marini del Pliocene, tra i 2,5 e i 5 milioni di anni fa, depositati sul fondo di un mare profondo 800-1000 metri: gusci calcarei di organismi minuscoli, le globigerine, alternati a strati di argilla grigia. Il bianco corrisponde ai periodi di mare caldo, il grigio-azzurro a quelli più freddi. Le striature che si vedono oggi sono il calendario di quel mare.

Tre ragazzine calabresi al loro primo film

Le protagoniste non avevano mai recitato. Sono Annunziata Celeste Vadicamo, che fa Puca, ed Elisa Rosaci, entrambe di Reggio Calabria, e Ludovica Tassoni, di Palizzi. Il corto le porta per la prima volta sul grande schermo, e ci arrivano da un festival internazionale.

Sul provino della più piccola la regista ha raccontato: “Quando ho visto arrivare ai provini Annunziata Celeste mi sono resa conto che la mia Puca era esattamente così, molto più piccola di quella che avevo immaginato, con una montagna di capelli e un modo di parlare unico. È stato amore a prima vista”.

Palizzi e l’area grecanica

Palizzi sta nell’area grecanica, la fascia di paesi del versante ionico reggino dove si è conservato il greco di Calabria. Bova, Roghudi, Condofuri, Gallicianò: paesi piccoli, spesso semivuoti, in mezzo a un paesaggio che non somiglia a nulla del resto d’Italia.

Romagnoli l’ha detto così: “Da autore calabrese è un onore poter vedere rappresentata a Venezia la mia terra nella sua versione più pura e magica, quella del tempo sospeso e dei luoghi misteriosi, geografici e dell’anima”. E ha aggiunto di non essere sorpreso che Scalera abbia scelto proprio la Calabria grecanica per una poetica “delicata e sognante”.

Cos’è la Settimana Internazionale della Critica

Non è una sezione qualsiasi. La Settimana Internazionale della Critica è una sezione autonoma e parallela della Mostra, organizzata dal Sindacato nazionale critici cinematografici italiani. Ci arrivano opere di autori all’inizio del percorso, ed è uno dei posti dove i critici vanno a cercare i nomi nuovi.

La regista ha parlato di “un’emozione indescrivibile”, e di una storia che voleva fare da anni perché legata alle sue radici e alle estati infinite degli anni Novanta.

Quando si vede

La finestra è quella del festival, dal 2 al 12 settembre. La data esatta della proiezione uscirà col calendario della sezione. Per allora un paese di milleottocento abitanti sulla costa ionica reggina avrà il suo film sul grande schermo del Lido.

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Fonte: Gazzetta del Sud. Il programma della Mostra è su labiennale.org.

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