A Mesagne il cinema non c’è stato per più di trent’anni. La sala aveva chiuso e nessuno l’aveva più riaperta: chi voleva vedere un film prendeva la macchina e andava altrove. Oggi quella stessa città porta un documentario alla Mostra di Venezia.
Trent’anni senza una sala
Nessun cartellone, nessuna prima serata, nessun buio condiviso. Per due generazioni di ragazzi il cinema a Mesagne è stato una cosa che si faceva da un’altra parte.
La domanda arrivata dentro un laboratorio scolastico
Le cose cambiano dentro il Meff School Lab, un laboratorio sul linguaggio del cinema nato da un’idea di Floriana Pinto e Simone Amendola, dell’associazione Blue Desk. I ragazzi seguono le lezioni, guardano i film, imparano a smontarli pezzo per pezzo.
Poi salta fuori la domanda che di solito non salta fuori: e se invece di studiarlo, un cinema lo aprissimo davvero?
Dal sindaco, con una richiesta insolita
Vanno dal sindaco. Coinvolgono le istituzioni. Ottengono uno spazio. Detta così sembra semplice, ma è il passaggio in cui di solito i progetti scolastici si fermano.
Il Piccolo Cinema Ken Loach, unico in Italia
Nasce così il Piccolo Cinema Ken Loach: l’unico cinema italiano mandato avanti per intero da adolescenti tra gli 11 e i 18 anni.
Sono loro a decidere cosa proiettare. Classici, film nuovi, titoli per ragazzi, pellicole in lingua originale. L’ingresso è gratuito.
Perché proprio Ken Loach
Il nome è quello del regista inglese, da anni membro del comitato d’onore del Messapica Film Festival. Non è una targa di cortesia: l’idea è che quei ragazzi si prendano in carico le stesse battaglie civili che stanno dentro i suoi film.
Due anni di riprese diventati un documentario
Due anni di questa vita sono finiti in Waiting For Ken Loach, diretto da Simone Amendola e prodotto da Blue Desk col sostegno della Regione Puglia, attraverso il progetto Cultural Welfare.
Il film racconta anche il riscatto di un territorio segnato in passato dalla presenza della Sacra Corona Unita, e come la cultura possa diventare uno strumento di rinascita. A Mesagne, quel discorso non è teoria.
A settembre al Lido
L’anteprima mondiale è fissata per settembre nella sezione Confronti delle Giornate degli Autori, alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. È una delle vetrine più seguite del festival.
La Puglia che gira il mondo con la cultura non è una novità: succede da anni anche col teatro, da Fasano fino a Parigi e Seul.
Chi ha avuto l’idea, e da dove veniva
Floriana Pinto a Mesagne ci è cresciuta. Da adolescente ha vissuto gli anni peggiori della città, quelli in cui il nome del paese finiva sui giornali per motivi che col cinema non c’entravano niente.
Poi è andata via. Poi è tornata, e ha messo in piedi con Simone Amendola il laboratorio da cui è uscito tutto il resto. È una traiettoria che al Sud si vede poco: di solito chi parte resta via, e le idee buone se le porta dietro.
Dopo il Lido, il giro delle sale
Venezia non è il traguardo. Da lì il documentario comincia il suo percorso di distribuzione, in Italia e all’estero: l’obiettivo dichiarato dalla produzione è far conoscere l’esperienza di Mesagne fuori dai confini pugliesi.
Detto in un altro modo: c’è la possibilità concreta che da qualche altra parte, vedendo il film, qualcuno provi a rifare la stessa cosa. Che poi è il motivo per cui valeva la pena filmarla.
L’annuncio dato a sorpresa
La notizia della selezione è arrivata durante il Messapica Film Festival, davanti a tutti. I ragazzi non ne sapevano niente.
Hanno aperto un cinema in una città che non ce l’aveva. A settembre vanno a Venezia.
Fonte: Senza Colonne News





