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Maglie, il Museo dei Selfie compie dieci anni: la camera di Ames, il caleidoscopio umano e un bonsai di 400 anni

Museo dei Selfie e delle Illusioni 3D di Maglie, installazione interattiva a Palazzo De Marco

A Maglie, nel cuore del Salento, c’è un palazzo storico dove uno struzzo gigante insegue i visitatori lungo il corridoio. Non è un modo di dire: è una delle trenta installazioni del Museo dei Selfie e delle Illusioni 3D, che quest’anno compie dieci anni e riapre a Palazzo De Marco, in piazza Aldo Moro, con una mostra rifatta da cima a fondo.

Il Museo dei Selfie: seicento metri di percorso e più di trenta installazioni

Il museo occupa seicento metri di percorso interattivo. Dentro ci si siede sul divano di Homer Simpson, ci si ritrova immersi in scenografie caleidoscopiche, si finisce dentro prospettive che il cervello fatica ad accettare. Non è un posto dove si guarda e basta: è un posto dove si entra nelle opere.

Lo staff resta a disposizione durante tutta la visita per aiutare le persone a portarsi a casa lo scatto giusto, che poi è il motivo per cui in tanti ci vanno. Un dettaglio che dice quanto la formula sia costruita: la foto non è un effetto collaterale, è il prodotto.

Le novità dei dieci anni: la camera di Ames, il caleidoscopio umano e la gabbia sulla voragine

Tra le installazioni nuove di quest’anno c’è la camera di Ames costruita come un ring. È una delle illusioni prospettiche più conosciute al mondo: una stanza che sembra normale ma non lo è, e che fa apparire una persona gigantesca e un’altra minuscola a seconda di dove si trova.

C’è poi il caleidoscopio umano, un triangolo di specchi in cui si entra fisicamente e ci si moltiplica all’infinito. E per chi ha lo stomaco, una gabbia che sembra sul punto di precipitare dentro una voragine.

Ad accogliere i visitatori nell’atrio, invece, c’è qualcosa che con le illusioni non c’entra niente: un bonsai di oltre quattrocento anni.

Chi è Tina Marzo, dal Louvre a Palazzo De Marco

Il museo nasce da un’idea di Tina Marzo, artista salentina classe 1974, pastellista iperrealista. Ha esposto al Louvre e ha portato questa mostra alla Biennale di Venezia. Le sue opere sono nel catalogo d’Arte Moderna Mondadori e nell’Atlante dell’Arte De Agostini.

Quello che fa, tecnicamente, si chiama anamorfismo tridimensionale: immagini costruite in modo da rivelarsi solo da un punto di vista preciso. È lo stesso principio che studiava Leonardo da Vinci cinquecento anni fa, applicato oggi a una stanza dove ci si mette in posa col telefono.

Pullman dalla Grecia e una famiglia che arriva da San Francisco

La cosa più sorprendente di questa storia non sta dentro il palazzo, sta nei numeri di chi ci arriva. A Maglie viene gente da tutto il mondo: c’è chi parte dal Messico, arrivano pullman dalla Grecia, e c’è una famiglia che a ogni edizione fa il viaggio da San Francisco apposta.

L’anno scorso il museo ha chiuso con trentacinquemila visite. Per un comune di poco più di quattordicimila abitanti, in un palazzo del centro, è un dato che vale da solo tutto il ragionamento sul turismo culturale nei piccoli centri del Sud.

“È bellissimo vedere il sorriso dei visitatori e guardare le famiglie unite che si divertono”, dice l’artista. “Per gli ospiti non è una moda ma un appuntamento fisso, la gente mi chiama per chiedermi quando apro”.

È lo stesso movimento che in queste settimane si vede altrove in Puglia, dove i luoghi della cultura provano a diventare posti dove si torna e non tappe da spuntare: a Foggia, per esempio, con la Casa Arbore che il maestro ha regalato alla sua città.

Museo dei Selfie di Maglie: quanto costa e quando si visita

Per i dieci anni del Museo dei Selfie il biglietto intero costa 8 euro invece di 12, il ridotto 6.

Si visita oggi e domani, poi il 31 luglio e dal 1º agosto al 20 settembre. L’ultimo ingresso è alle 23: si entra anche di sera, che con questo caldo non è un dettaglio da poco.

Fonte: Corriere Salentino

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