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Tropea, l’angoscia delle mamme del nido dopo la morte di Alessio Pio: «Possibile che nessuno ci dica nulla?»

Veduta di Tropea, la comunità stretta attorno alla famiglia del piccolo Alessio Pio

Nelle famiglie che ruotano attorno all’asilo nido di Tropea regna lo choc. Il tam tam delle mamme corre veloce, tra telefonate e chat che in questi giorni si sono riempite di messaggi. Il tenore è sempre lo stesso, sempre carico di angoscia.

Le voci delle mamme

«È straziante quanto sta succedendo», racconta una mamma. «Comprendiamo il dolore dei genitori di Alessio Pio, ai quali ci avviciniamo con discrezione e con la preghiera. Non riusciamo a dare una spiegazione a tutto questo. Mio figlio è piccolo, sto attenta a ogni movimento. Lo tengo in casa, anche se è dura».

Chi ha vissuto in prima persona il malessere dei propri bambini preferisce il silenzio. «Se la sono vista brutta. Vedere un bimbo star male, tra vomito e altro, e non poter intervenire, fa male. Ci si sente impotenti». Ma adesso, dicono, è il momento del rispetto, soprattutto per la famiglia di Alessio Pio.

«Alla magistratura chiediamo la verità»

Tra i genitori cresce anche la preoccupazione per le cause. «È strano che un’intossicazione porti a conseguenze così gravi. Di solito nel giro di 48-72 ore i sintomi si attenuano, qui invece è diverso. C’è una profilassi da seguire? Possibile che nessuno ci dica nulla?». E c’è chi solleva dubbi: «Non sappiamo se la portata dei sintomi sia stata sottovalutata. Alla magistratura chiediamo la verità».

Cosa è successo

Il piccolo Alessio Pio aveva un anno e mezzo ed era di Zungri. È morto all’ospedale di Catanzaro, dopo una settimana di peggioramento e un trasferimento d’urgenza. Frequentava un asilo nido privato di Tropea, dove anche altri bambini si sono sentiti male: alcuni sono stati ricoverati, la maggior parte già dimessi. L’ipotesi al vaglio è un focolaio infettivo, forse da batterio, ma per ora resta solo un’ipotesi: nessun nesso è stato confermato con la morte del bambino. La procura ha disposto l’autopsia, l’asilo è stato chiuso e si attendono gli esiti degli accertamenti.

La comunità si stringe

Intanto nel Vibonese si moltiplicano i gruppi di preghiera. Sulla pagina social del Comune di Zungri il sindaco Serafino Flamingo ha scritto: «Ci stringiamo con rispetto e silenziosa vicinanza alla famiglia, condividendo il loro dolore». Una bacheca collettiva, dove la comunità esprime cordoglio e smarrimento, in attesa di risposte.

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