Nella storia della Chiesa cattolica è successo pochissime volte. E uno di quei luoghi è in Puglia, a Conversano, in provincia di Bari.
Da monache greche a signore di Castellana
Qui, dal 1266 al 1810, per quasi sei secoli, il comando fu nelle mani delle badesse mitrate del monastero di San Benedetto. Un’autorità davvero fuori dal comune. Tutto era cominciato quando papa Clemente IV aveva affidato il monastero a un gruppo di monache arrivate dalla Grecia, guidate da Dametta Paleologo. Pochi anni dopo papa Gregorio X andò oltre: concesse alla badessa la mitra e il pastorale, cioè i simboli dei vescovi, e la giurisdizione sul clero di Castellana.
Il baciamano del clero
Da lì in poi la badessa di Conversano non fu più una semplice monaca. Governava il monastero. Amministrava beni e territori. Aveva potere anche su preti e chiese che dipendevano dall’abbazia. E poi c’era il baciamano: a Natale, a Pasqua e a ogni elezione di una nuova badessa, i sacerdoti si mettevano in fila. Lei sedeva sul trono, sotto un baldacchino, e loro, uno alla volta, le baciavano la mano.
Il Monstrum Apuliae
Una donna con tutto quel potere, per secoli, fece storcere il naso a parecchi vescovi. Furono proprio loro a battezzare quell’abbazia Monstrum Apuliae: un caso straordinario, senza pari nella Chiesa d’Occidente. E le badesse avevano le spalle coperte. Le proteggevano i potenti conti Acquaviva d’Aragona, spesso loro parenti: un legame che le rendeva ancora più forti e libere.
Le badesse e le masciare
Eppure era la stessa Puglia che, negli stessi anni, mandava a processo le presunte masciare, le streghe del popolo. Da una parte donne con un’autorità religiosa riconosciuta dalla Chiesa. Dall’altra donne accusate di stregoneria e trascinate davanti ai tribunali. Due destini opposti, sotto lo stesso cielo.
La fine, con Murat
Tutto finì nel 1810. Gioacchino Murat, re di Napoli, soppresse il monastero nell’ambito delle riforme napoleoniche. Una tradizione successiva gli mette in bocca una frase latina, “Deleatur hoc Monstrum Apuliae”, cioè “sia cancellato questo Monstrum Apuliae”. Gli storici, però, non hanno mai trovato la prova che stesse davvero nel decreto ufficiale. Comunque sia andata, con quella firma si chiuse una delle vicende più singolari della storia della Chiesa e di tutto il Mezzogiorno.
Storie di un Sud in cui il sacro sapeva essere anche potere. Non lontano, in Calabria, un altro luogo racconta lo stesso intreccio di fede e mistero: quello di Soriano Calabro e le leggende delle Magare. Sulla storia dell’abbazia resta utile la scheda del Monastero di San Benedetto di Conversano.





