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Marcelo D’Andrea, il fisioterapista di Messi con la Calabria tatuata addosso

Marcelo D'Andrea fisioterapista Argentina Fuscaldo Cosenza

Oggi milioni di persone guarderanno la finale del Mondiale, Argentina contro Spagna. Pochi sapranno che, accanto a Messi, c’è un uomo che porta la Calabria cucita addosso. Letteralmente.

“Daddy”, il fisioterapista di Messi

Si chiama Marcelo D’Andrea. I giocatori lo chiamano “Daddy”, papà. È il fisioterapista storico della nazionale argentina: fa parte dello staff dal 1999, più di vent’anni a rimettere in sesto i muscoli dei campioni. Ha lavorato su fuoriclasse come Lionel Messi e Lautaro Martinez. Nel 2022, allo stadio di Lusail, era in campo a festeggiare la vittoria ai rigori contro la Francia. Campione del mondo anche lui, con la sua maglietta e le mani che avevano tenuto in piedi mezza squadra.

Da Fuscaldo all’Argentina

La sua storia parte da lontano. Il padre, Francesco D’Andrea, era nato a Fuscaldo, in provincia di Cosenza. Nel 1948 aveva fatto le valigie ed era partito per l’Argentina, come milioni di calabresi prima e dopo di lui.

Perché il legame tra la Calabria e l’Argentina non è una coincidenza. Tra fine Ottocento e Novecento, dai paesi del Cosentino e da tutto il Sud partirono intere generazioni in cerca di lavoro. Buenos Aires e le province argentine si riempirono di famiglie del Meridione. Ancora oggi, dall’altra parte dell’oceano, si trovano cognomi, dialetti e ricette che sanno di Calabria.

Il filo mai tagliato

Marcelo, però, quel filo non l’ha mai tagliato. Ha fatto ricerche negli archivi per ritrovare le sue origini cosentine. Ha comprato casa a Fuscaldo. Il paese lo ha accolto con la cittadinanza onoraria, e lui ha ricambiato regalando una maglia firmata da tutta la nazionale argentina. Poi si è fatto tatuare sulla gamba la bandiera italiana e due parole semplici: “Love Fuscaldo”.

“Fuscaldo, San Pietro, Scarcelli presenti”

In un video con il ct Lionel Scaloni ha mostrato uno striscione con i nomi di casa: “Fuscaldo, San Pietro, Scarcelli presenti”. I quartieri e le frazioni del suo paese, portati fin dentro il ritiro della nazionale campione del mondo. Un modo per dire: io vengo da lì, e non lo dimentico.

Un pezzo di Cosenza nella finale

Del resto la Calabria e l’Argentina sono legate da sempre. E oggi, in quella finale, un pezzetto di provincia di Cosenza tiene ancora una volta il fiato sospeso. C’è Messi che punta al titolo, c’è la Spagna dall’altra parte, e in mezzo, sulla panchina argentina, un fuscaldese che cura le gambe dei più forti del mondo.

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Fonte: Corriere della Calabria

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