Le regioni, raccontate da chi ci vive
Testata giornalistica registrata · Tribunale di Napoli n. 25/2022

Gioia Tauro, la nave gigante spegne i motori e si collega alla rete: il porto calabrese guida la transizione

Porto di Gioia Tauro cold ironing nave MSC Mirja

C’è un porto, in Calabria, che da anni movimenta più container di qualunque altro in Italia. È quello di Gioia Tauro. E adesso si prende anche un primato tutto nuovo: quello della transizione energetica.

La MSC Mirja, una delle navi più grandi al mondo

Nei giorni scorsi al porto ha attraccato la MSC Mirja, una delle navi portacontainer più grandi al mondo. Può caricare oltre 19 mila container. Un colosso. Di solito navi così, anche quando sono ferme in banchina, tengono accesi i motori ausiliari per alimentare tutti i servizi di bordo. Vuol dire bruciare carburante per ore, con emissioni e rumore che restano lì, addosso al porto e a chi ci vive intorno.

Che cos’è il cold ironing

Stavolta è andata al contrario. Dopo le verifiche tecniche, la MSC Mirja ha spento i motori e si è attaccata alla corrente di terra. Ha ricevuto dalla banchina circa 7 megawatt di potenza. Si chiama cold ironing: la nave prende l’energia dalla presa, proprio come farebbe un elettrodomestico a casa. Niente più generatori diesel accesi durante la sosta. Il risultato è concreto: meno emissioni, meno rumore, aria più pulita.

È la prima volta che un’operazione del genere riesce su una portacontainer di queste dimensioni. Non un test da poco, quindi, ma un banco di prova vero.

Il porto numero uno d’Italia

Gioia Tauro non è un porto qualsiasi. È il primo scalo italiano per numero di container movimentati, un crocevia del Mediterraneo dove le grandi navi lasciano il carico che poi riparte su imbarcazioni più piccole. Un hub che lavora giorno e notte. Proprio per questo, elettrificare le sue banchine pesa: significa togliere di mezzo le emissioni di uno dei nodi più trafficati del Sud.

Il progetto da 160 megawatt

Dietro c’è un piano ambizioso, firmato dall’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio guidata dal presidente Paolo Piacenza. A regime la potenza disponibile arriverà a 160 megawatt: 80 messi dall’Autorità per le banchine e altri 80 dal terminal Medcenter per le sue gru. Per capirci, è l’energia che consuma una città di oltre 300 mila abitanti. Il collegamento passa dalla rete elettrica nazionale ad alta tensione.

Il Mezzogiorno che indica la strada

Con questa operazione, Gioia Tauro entra tra i primi grandi porti europei ad aver reso operativo il sistema che l’Unione Europea chiede per abbattere le emissioni del trasporto marittimo. E qui c’è il ribaltone che vale più di ogni numero: sulla decarbonizzazione dei porti, stavolta il Mezzogiorno non rincorre l’Europa. È tra chi indica la strada.

Leggi anche: Marcelo D’Andrea, il fisioterapista di Messi con la Calabria tatuata addosso

Fonte: Gazzetta del Sud

Da leggere ancora in questa edizione

Hai un'attività in questa regione?

Raccontala ai lettori dell'edizione. Paghi solo dopo la nostra approvazione.

Promuoviti con noi