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Le Castella riapre: la fortezza sul mare torna a vivere

Le Castella, la fortezza aragonese sullo scoglio di Isola Capo Rizzuto
Le Castella, Isola Capo Rizzuto (KR)

C’è un castello che sembra galleggiare. Spunta dal mare, attaccato alla terra da una sottile lingua di scoglio. È Le Castella, a Isola Capo Rizzuto, una delle immagini più conosciute della costa ionica calabrese. Da domenica 28 giugno la fortezza torna visitabile, dopo un lungo restauro.

Cinque secoli sullo scoglio

La storia di Le Castella comincia molto prima dei suoi muri attuali. Già nel Duecento qui c’era una torre, parte di un sistema di avvistamento a difesa del Golfo di Capo Rizzuto. La forma che vediamo oggi, però, è opera degli Aragonesi.

Fu re Alfonso II di Napoli a volere la grande ricostruzione, conclusa nel 1487. Poi arrivò Andrea Carafa, conte di Santa Severina, che tra il 1510 e il 1526 alzò i possenti bastioni quadrati secondo la tecnica spagnola. Non era una residenza per nobili. Era un rifugio per i soldati, un baluardo contro chi arrivava dal mare.

E dal mare arrivarono i guai. Tra il Cinquecento e il Settecento il borgo subì le incursioni dei turchi: il paese venne devastato più volte, molti abitanti uccisi o portati via come schiavi. La torre cilindrica che ancora domina il complesso, nella sua forma cinquecentesca, ha visto tutto questo. Dentro le mura restano i ruderi di un piccolo borgo, con le botteghe e la cappella. L’isolotto sorge all’estremità del Golfo di Squillace, dentro l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, istituita nel 1991.

Il restauro e le barriere abbattute

A curare i lavori sono stati i Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, con i fondi del Pnrr. Ma l’obiettivo non era solo rimettere a posto le pietre. Era abbattere le barriere: quelle architettoniche, certo, ma anche quelle cognitive e sensoriali.

L’intervento ha riguardato il piano terra e le aree esterne. Rifatta la pavimentazione del terrazzo. Montato un nuovo parapetto di sicurezza. Rinnovata la pannellistica didattica, sistemati i servizi. Lavori concreti, di quelli che si vedono poco ma cambiano la visita.

Un castello che si tocca

Il cuore di questo restauro, però, è un altro. Sono le mappe tattili e i percorsi pensati per i ciechi e gli ipovedenti, studiati insieme alla Commissione accessibilità dell’Unione italiana dei ciechi di Cosenza. Da oggi Le Castella si può “vedere” anche con le mani.

“Non abbiamo semplicemente riaperto un cancello, ma offriamo percorsi di accessibilità cognitiva e sensoriale studiati per accogliere ogni visitatore con la dignità che merita”, ha detto il direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma. Tutela del patrimonio, inclusione e sviluppo del territorio. Tre cose tenute insieme dallo stesso gesto.

Orari e cosa sapere

La fortezza è aperta dalle 9 alle 20 nei primi giorni. Dal 1° luglio scatta l’orario estivo, con apertura fino alle 23. L’ingresso è gratuito per ora, la bigliettazione ordinaria partirà a luglio.

E non è finita. Dopo l’estate sono già in programma altri lavori di restauro, che verranno eseguiti senza chiudere il monumento. Le Castella, insomma, non si ferma più. Chi passa sulla costa ionica adesso ha un motivo in più per fermarsi davanti a quello scoglio.

Fonte: ANSA

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