A Platì, piccolo centro dell’Aspromonte in provincia di Reggio Calabria, da lunedì sera c’è un silenzio che pesa. Marisa aveva tre anni. È morta la sera del 16 giugno, in pochi istanti, in quello che le forze dell’ordine ricostruiscono come un incidente del tutto accidentale.
La dinamica della tragedia
Secondo le prime ricostruzioni, la bambina si trovava alle spalle di un’auto mentre il veicolo faceva una manovra in retromarcia. Alla guida c’era la madre, che non si sarebbe accorta della presenza della figlia. L’impatto è stato fatale. Una scena consumata in pochi istanti, nel cortile di casa.
I soccorsi e gli accertamenti
Sul posto sono arrivati subito i sanitari del 118. I soccorritori hanno tentato di tutto, ma le ferite riportate dalla piccola non hanno lasciato scampo. La madre, sotto shock, è stata immediatamente assistita.
I carabinieri sono intervenuti per i rilievi e hanno informato la Procura di Locri. Sono in corso gli accertamenti per chiarire con precisione la dinamica, ma dai primi riscontri non ci sarebbero dubbi: si è trattato di una tragedia del tutto accidentale, senza responsabilità da contestare a nessuno.
Il cordoglio di Platì
La notizia ha scosso profondamente l’intero paese. Nelle ultime ore la comunità si è raccolta in un silenzio partecipe attorno alla famiglia. Il sindaco Giovanni Sarica ha espresso il cordoglio suo e dell’amministrazione, ricordando che quando muore un bambino è ferita tutta la comunità.
A Platì, dove tutti si conoscono e dove una notizia simile arriva come una ferita personale, il dolore per Marisa è il dolore di un intero paese. Un dolore che, in queste ore, ha scelto la forma più semplice e profonda: il silenzio.





