È morto a 88 anni Francesco Ventura. Per chi lavora sui binari in Italia, quel nome dice molto. Era nato in Puglia, a Bisceglie, ma la sua storia l’ha scritta in Calabria: a Paola, dove ha tirato su un’impresa ferroviaria conosciuta in mezza Europa. La città lo piange con il lutto cittadino.
Da Bisceglie a Paola
In Calabria ci era arrivato da giovane. I primi passi nel mondo delle ferrovie li mosse accanto al suocero e alla moglie, che gli stette vicino agli inizi e morì troppo presto. Fu da lì che partì tutto. Nel 1971 fondò la Francesco Ventura Costruzioni Ferroviarie: all’inizio una piccola realtà a conduzione familiare, niente di più.
Da bottega di famiglia a leader europeo
Poi la crescita. Ventura scelse una strada precisa: specializzarsi nell’armamento ferroviario e mettere i soldi nei macchinari e nelle persone. L’azienda diventò uno dei fornitori principali di Rfi e un riferimento europeo per lo scartamento ridotto. Una delle prime grandi opere porta la sua firma: il raddoppio della Battipaglia-Reggio Calabria, all’epoca tra i cantieri ferroviari più importanti d’Italia. Negli anni d’oro, in azienda lavoravano centinaia di persone.
Paola, il cuore di tutto
E tutto ruotava attorno a Paola. Da quella cittadina sul Tirreno partivano operai, tecnici e mezzi diretti nei cantieri di mezza Italia: tratte dell’Alta Velocità, metropolitane, linee regionali. Per il Mezzogiorno era un caso raro, un polo dell’ingegneria ferroviaria nato e cresciuto al Sud. Ventura, però, non guardava solo ai numeri. Teneva alla formazione dei giovani operatori, e aprì strutture apposite per insegnare loro il mestiere.
Il lutto della Calabria
Era commendatore, e cittadino onorario di Paola. La sua morte ha lasciato il segno, in Calabria e in tutto il settore ferroviario. La famiglia ha voluto ringraziare chi si è stretto attorno a loro in questi giorni: le istituzioni, i sindaci, il Comune di Paola, gli amici, e soprattutto i dipendenti e i collaboratori di una vita. La camera ardente al Sant’Agostino e il funerale nel Santuario di San Francesco hanno detto, più di tante parole, quanto la città lo sentisse suo. Un pugliese che aveva scelto la Calabria, e che la Calabria si è tenuta stretto fino alla fine.





