Aveva vent’anni e la laurea ormai a un passo. Martina Matassa, studentessa fuorisede originaria di Vieste, è stata trovata morta ieri nel suo appartamento di via Giulio Petroni, a Bari. Era sola, nella sua stanza. Una notizia che ha spezzato in due due comunità: il Gargano da cui veniva e l’ambiente universitario barese in cui si era costruita una vita.
Chi era Martina Matassa
Solare, altruista, piena di entusiasmo. Così la descrivono amici e conoscenti. Martina non studiava soltanto: dedicava parte del suo tempo agli anziani, in una struttura del quartiere San Paolo. Amava gli animali e la musica. E aveva in mente un regalo per la madre: un cagnolino, da donarle per il prossimo compleanno. Un pensiero piccolo e tenero, rimasto sospeso.
Come è scattato l’allarme
A dare l’allarme è stata la madre. Non riuscendo a sentirla al telefono, ha controllato la geolocalizzazione: la figlia risultava ancora in casa. Da lì la paura, le chiamate ai parenti, poi alle forze dell’ordine. Quando gli agenti sono entrati nell’appartamento, hanno trovato la giovane riversa sul letto, ancora in pigiama. I sanitari del 118, arrivati con vigili del fuoco e polizia, non hanno potuto che constatarne il decesso.
Le cause della morte, ancora da accertare
Sulle cause si procede con cautela. I primi rilievi sono stati effettuati all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. L’ipotesi prevalente, al momento, è quella di un decesso per cause naturali. Ma sarà la magistratura a stabilire se servano ulteriori accertamenti, compresa l’autopsia. Intanto, davanti a quella casa, si sono ritrovati coinquilini, colleghi universitari e amici, accanto alla famiglia arrivata da Vieste. Una vita spezzata a vent’anni, che lascia sgomenta tutta la comunità pugliese. Per chi vuole, l’ateneo di riferimento è l’Università degli Studi di Bari.





