Ventisette corpi. Ventisette storie che la guerra aveva interrotto e che il tempo sembrava aver cancellato. Eppure oggi, ottant’anni dopo, quei ragazzi sono di nuovo a casa. I resti di 27 soldati italiani, caduti in Albania durante la Seconda guerra mondiale, sono stati riportati in Italia e tumulati nel sacrario militare dei Caduti d’Oltremare di Bari.
Da Dragot, Përmet e Radat fino a Bari
Le loro ossa erano rimaste per decenni sepolte lontano da tutto, nelle località albanesi di Dragot, Përmet e Radat. Nomi che ai più non dicono niente, ma che per quei ragazzi sono stati l’ultima terra. A riportarli indietro è stato il lavoro paziente e silenzioso dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, un’opera fatta di ricerche, scavi e verifiche durata anni.
Tre Paesi per riportarli indietro
Un rientro così non si improvvisa. È stato possibile grazie alla collaborazione tra Italia, Albania e Grecia: tre Paesi che, ottant’anni dopo, hanno lavorato insieme per restituire dignità a chi era rimasto senza. Alla cerimonia ha partecipato il generale Andrea Rispoli, capo dell’Ufficio. “Non conosciamo i loro nomi o i loro volti, ma sappiamo che erano giovani chiamati a servire il Paese nel momento più drammatico della nostra storia”, ha detto. “Finalmente ricevono una degna sepoltura accanto ai loro commilitoni”.
Senza un nome, ma di nuovo a casa
Non hanno un nome inciso sulla pietra. Non un volto, non una data certa. Ma hanno di nuovo una casa, e soprattutto qualcuno che si è ricordato di loro. È forse questa la parte che commuove di più: che dopo ottant’anni, quando ormai nessuno se li aspettava, c’è ancora chi è andato a cercarli per riportarli tra i loro.
Il sacrario di Bari, custode della memoria
Ad accoglierli è stata Bari, con il suo sacrario dei Caduti d’Oltremare. “Si conferma luogo centrale per l’identità nazionale”, ha aggiunto Rispoli, “e custode solenne di chi ha sacrificato la vita oltre i confini del Paese”. Un luogo che la città porta con sé come una responsabilità: tenere accesa la memoria di migliaia di italiani morti lontano, e ora anche di questi ventisette ragazzi finalmente tornati.
Il rientro dei 27 soldati italiani è stato possibile grazie al lavoro del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa, che da decenni rintraccia e rimpatria i resti dei militari dispersi all’estero. Il sacrario di Bari, dove i caduti riposano insieme a migliaia di altri caduti d’oltremare, è uno dei luoghi della memoria più importanti del Sud, accanto alle tante storie della nostra terra che custodiamo.





